Procedure di fecondazione assistita presso struttura in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale e in centro privato.

Fecondazione a tre, uno studio conferma la sicurezza del trattamento

Fecondazione a tre, uno studio conferma la sicurezza del trattamento

lunedì, 4 luglio 2016

È passato un anno da quando la Gran Bretagna ha  legalizzato la fecondazione assistita a tre, un trattamento realizzato con dna proveniente da due donne e un uomo, allo scopo di impedire che alcune malattie vengano trasmesse dalla madre al figlio. Una decisione a lungo dibattuta e oggetto di numerose polemiche, sia dal punto di vista medico-scientifico che etico. Tuttavia, a favore di questo trattamento c’è un nuovo studio, pubblicato da una prestigiosa rivista scientifica. La ricerca rivela che la procedura è sicura e che porta all’evoluzione di embrioni normali, e potenzialmente di gravidanze normali.

Il trattamento sperimentale La fecondazione a tre è un trattamento collegato all’alterazione dei mitocondri che causano malattie…

Fecondazione assistita, il fattore tempo è ancora vitale

Fecondazione assistita, il fattore tempo è ancora vitale

mercoledì, 22 giugno 2016

Quanti tentativi bisogna fare prima che una donna rimanga incinta? È una delle domande che più comunemente preoccupano le coppie che stanno per intraprendere il percorso di creazione di un nuovo nucleo familiare. I medici lo chiamano “time to pregnancy”. Insomma, a quanti tentativi si può arrivare prima di fermarsi e rinunciare alla procreazione? Se n’è parlato recentemente nel corso di importante convegno incentrato sulle nuove prospettive di gravidanza legate alla fertilità e al fattore tempo.

 

I dati in Italia

Secondo i dati più recenti, l’età media in cui una donna italiana accede alle tecniche di procreazione assistita è tra le più alte d’Europa: il 72 per cento ha più di 35 anni. E cresce anche la quota di donne oltre i 40 anni,…

Embrione con cellule anomale non sempre porta a bimbi malati

Embrione con cellule anomale non sempre porta a bimbi malati

mercoledì, 15 giugno 2016

Una nuova ricerca scientifica rivela che, anche se l’embrione in fase precoce presenta cellule anomale, non necessariamente nascerà un bambino con difetti gravi, come ad esempio la sindrome di Down. Secondo lo studio, elaborato da una prestigiosa realtà accademica europea e oggetto di una recente pubblicazione scientifica, le cellule anormali possono essere eliminate e sostituite da cellule sane che, in un certo senso, riparano l’embrione. Anche quando i difetti restano “in circolazione”, e vengono evidenziati da esami come la villocentesi, ci troviamo in una condizione che non per forza porterà alla nascerà di un bimbo affetto da anomalie gravi.

Embrioni con cellule anomale, un mondo da scoprire

La ricerca è partita da un dato biografico:…

Ricerca, nuovo test per selezionare al meglio la cellula uovo

Ricerca, nuovo test per selezionare al meglio la cellula uovo

mercoledì, 8 giugno 2016

Su un’importante rivista accademica, è stato pubblicato uno studio di ricerca che apre la strada allo sviluppo di test non invasivi mirati a identificare la cellula uovo con le migliori capacità di portare a termine una gravidanza dopo fecondazione.

La cellula uovo “comunica” con l’ambiente circostante

I ricercatori hanno dimostrato che la cellula uovo è in grado di comunicare con l’ambiente circostante e modificarlo grazie alla secrezione di molecole segnale. Nelle ore che precedono l’ovulazione, il pattern di secrezione della cellula uovo subisce un cambiamento radicale. Questo cambiamento è percepito dalle cellule circostanti, il cui apporto è essenziale per sostenere i successivi eventi di ovulazione e fecondazione.

Un …

Fecondazione post mortem, i giudici francesi danno ok a vedova spagnola

Fecondazione post mortem, i giudici francesi danno ok a vedova spagnola

lunedì, 6 giugno 2016

È un caso che sta facendo discutere tutta Europa: una donna di 30 anni, di origini spagnole, dopo aver perso il marito, un uomo italiano morto di leucemia con il quale si era stabilita in Francia, ha chiesto di poter ottenere l’autorizzazione all’inseminazione post mortem. La donna aveva già dovuto condurre una dura battaglia contro le leggi francesi per poter ricevere lo sperma congelato del marito a Parigi, città nella quale la coppia aveva costruito la propria vita familiare.

Via libera dai giudici francesi

Finalmente la Francia ha dato alla donna il via libera per poter utilizzare lo sperma del marito ed effettuare un trattamento di fecondazione assistita: tuttavia il tempo gioca a suo sfavore. La donna, infatti, ha appena un mese di tempo per spostarsi…