DIAGNOSI PREIMPIANTO: I CENTRI ITALIANI SI PREPARANO ALLA SFIDA

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Diagnosi preimpiantoLA DIAGNOSI PREIMPIANTO

Dopo la decisione della Corte Costituzionale, espressasi recentemente contro il divieto di accesso alla procreazione assistita per le coppie fertili che necessitano di diagnosi genetica preimpianto, è utile un punto della situazione per capire in Italia, tra centri pubblici e privati, quali siano quelli già attrezzati ad accogliere le richieste di tali esami.
I centri privati e convenzionati di procreazione assistita, secondo le notizie diffuse da Cecos Italia che associa tali strutture, sono già pronti ad evadere le richieste di diagnosi preimpianto. Per quanto riguarda i centri pubblici, invece, risulta che ancora non effettuano questo tipo di esame.

I NUMERI
In Italia sono 20 i centri che hanno dichiarato di aver attivato il servizio di diagnosi preimpianto (6 al nord, 8 al centro, 6 sud e isole). La regione in cui si effettuano più trattamenti di procreazione medicalmente assistita è la Lombardia.
A seguito della decisione della Consulta, l’obiettivo per tutti i centri di procreazione assistita è quello di attrezzarsi per fornire la più ampia offerta di trattamenti di diagnosi genetica preimpianto quanto prima.

L’OPINIONE DELL’ESPERTO
La sentenza della Corte Costituzionale, bocciando il divieto di diagnosi genetica preimpianto per le coppie che accedono alla procreazione assistita, ha fatto molto discutere. Chiediamo al dott. Antonio Scotto quali possano essere gli effetti di tale decisione, in particolare sul sistema dei centri di procreazione assistita in Italia.
“Come spesso accade quando si dibatte di temi che hanno a che fare con la procreazione assistita, le opinioni sono diverse. I centri italiani, in linea con la decisione della Corte, sono nelle condizioni di garantire il servizio di diagnosi preimpianto alle coppie che ne faranno richiesta. Questo a prescindere dalla loro condizione di fertilità”.

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