Fecondazione assistita: Tutta colpa del DNA di papà!

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dna padreE’ di questi giorni la ricerca condotta da un gruppo di scienziati della University of North Carolina (UNC), pubblicata sulla rivista Human Genetics secondo la quale, a fare la differenza nel patrimonio genetico di un individuo, sarebbe principalmente il DNA paterno quindi anche chi somiglia molto alla madre, nell’ aspetto e nei comportamenti, dal punto di vista genico è più vicino al padre.

LO STUDIO

“Sapevamo che ci sono 95 geni influenzati da questo effetto del genitore d’origine denominati “Geni Imprinted”, spiega Fernando Pardo-Manuel de Villena, responsabile dello studio, “ora – aggiunge l’esperto – abbiamo scoperto che oltre ad essi ci sono altre centinaia di geni associati a un effetto del genitore d’origine”.

La chiave per arrivare a questa scoperta è stata la Collaborative Cross ovvero la popolazione di topi più geneticamente diversificata di tutto il mondo, creata e distribuita proprio dalla UNC. Si tratta di animali con una tale diversità nel loro genoma da poterla comparare a quella umana, e sfruttare per studiare tutte quelle malattie che prevedono diversi livelli di espressione attraverso vari geni.

L’ OPINIONE DELL’ ESPERTO

Agli albori di questa scoperta chiediamo al dott. Antonio Scotto quali possano essere le conseguenze di questa ricerca.

” È una scoperta di grande valore – commenta il dott. Scotto – che spalanca le porte a un’area di ricerca completamente nuova nell’ambito della genetica umana”. “Le implicazioni sono numerose, a partire dallo studio delle malattie umane sui modelli animali. Queste mutazioni possono presentarsi in un gran numero di patologie che, per quanto comuni, sono molto complesse e coinvolgono svariati geni, come il diabete di tipo 2, le patologie cardiache, la schizofrenia, l’obesità e anche i tumori, fino ad arrivare ad elaborare terapie più efficaci. Tutto questo, naturalmente, applicato alle tecniche di fecondazione assistita, darà grandi benefici in futuro.”

 

 

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