Embrione con cellule anomale non sempre porta a bimbi malati

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Human embryo on the stage of 16 cells on background with DNAUna nuova ricerca scientifica rivela che, anche se l’embrione in fase precoce presenta cellule anomale, non necessariamente nascerà un bambino con difetti gravi, come ad esempio la sindrome di Down. Secondo lo studio, elaborato da una prestigiosa realtà accademica europea e oggetto di una recente pubblicazione scientifica, le cellule anormali possono essere eliminate e sostituite da cellule sane che, in un certo senso, riparano l’embrione. Anche quando i difetti restano “in circolazione”, e vengono evidenziati da esami come la villocentesi, ci troviamo in una condizione che non per forza porterà alla nascerà di un bimbo affetto da anomalie gravi.

Embrioni con cellule anomale, un mondo da scoprire

La ricerca è partita da un dato biografico: una delle ricercatrici che coordinava il team di lavoro era incinta a 44 anni e si è resa conto, in prima persona, di quanto la scienza sappia ancora poco sulla sorte degli embrioni che contengono cellule anomale e del funzionamento di queste cellule all’interno degli embrioni in via di sviluppo.

Il lavoro dei ricercatori sugli embrioni

Nello studio, realizzato sui topi, i ricercatori hanno operato miscelando embrioni a 8 cellule normali ed embrioni con 8 cellule anomale, creando così i cosiddetti embrioni “a mosaico”. Dato che gli embrioni anormali di topo sono relativamente inusuali, il team ha usato per crearli una molecola che si chiama reversina. E’ stato osservato che negli embrioni dove il ‘mix’ di cellule normali e anormali era 50:50, le cellule anomale all’interno dell’embrione venivano uccise attraverso il processo noto come ‘apoptosi’ (la morte programmata delle cellule), anche quando nelle cellule placentari venivano poi mantenute le anomalie. Questo ha permesso alle cellule normali di prendere il sopravvento: l’embrione alla fine aveva tutte le cellule sane.

Il parere dell’esperto

Chiediamo al Dottor Scotto un parere sui possibili aspetti innovativi di questa ricerca.

Gli aspetti positivi,  da tenere in considerazione, rispetto a quanto emerso dal lavoro dei ricercatori, sono sicuramente riconducibili alla considerazione che si conosce ancora poco in merito alla sopravvivenza degli embrioni a mosaico. Quindi questo non può che aiutare in futuro a fare maggior chiarezza. Tuttavia, dobbiamo ancora essere cauti su altri aspetti, perché tutto sommato l’incidenza del fenomeno del mosaicismo cromosomico, al centro dell’intero lavoro di ricerca, è molto limitata”.

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