Fecondazione assistita: fondamentale il dialogo tra medico e futuri genitori

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fotolia_20335049_s_9184072563Nel 40% dei casi le coppie che decidono di intraprendere un percorso di fecondazione assistita abbandona dopo il primo tentativo fallito, sebbene la pratica clinica dimostri che le probabilità di successo cumulativo aumentino significativamente facendo più tentativi. A darne notizia è l’Adnkronos Salute in base a dati diffusi da un’indagine presentata recentemente da un centro specialistico. L’indagine è stata condotta sui 70 medici specialisti ginecologi.

L’importanza del rapporto tra medico e pazienti

Nel rapporto si legge che solo il 28% delle coppie che si rivolge la prima volta ai ginecologi per un problema di infertilità ritorna sempre dopo il primo appuntamento. Per il 16% dei medici intervistati l’abbandono dopo il primo colloquio è frequente o molto frequente. Per il 48% dei medici intervistati, il fenomeno dell’abbandono dei trattamenti deriva da fattori economici, mentre il 24% lo attribuisce a problemi di tipo strettamente medico, quali diagnosi o terapia non risolutiva. E nel 40% dei casi i motivi dell’abbandono sembrano essere legati al rapporto medico-paziente: l’atteggiamento o il carattere del medico (12%); la sua mancanza di ascolto (12%); la mancanza di fiducia del paziente (12%). Solo nel 3% dei casi subentrano fattori personali del paziente.

Il parere dell’esperto

I dati dell’indagine fanno emergere con chiarezza l’importanza del dialogo tra medico e coppie di futuri genitori. Chiediamo al Dott. Scotto quali siano i giusti accorgimenti per fare in modo che i pazienti si sentano sufficientemente supportati.

Quando una coppia decide di cominciare un percorso di fecondazione assistita per concretizzare il desiderio di mettere al mondo un figlio, il medico deve per primo essere consapevole dell’importanza di porre la massima attenzione sull’aspetto del dialogo e della comprensione reciproca. Ritengo che tali aspetti siano importanti tanto quanto il percorso clinico. È fondamentale instaurare un buon rapporto sia per preservare la serenità della coppia nell’avvio e nel prosieguo del percorso, sia per mettere il medico nelle condizioni migliori nell’individuazione di soluzioni e risposte efficaci”.

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