Fecondazione Assistita, istruzioni per l’uso. Piccolo prontuario per chi vuole saperne di più

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Procreazione AssistitaA molte coppie succede, quando tentano di avere il primo figlio, di scoprire che uno o entrambi i partner possono essere affetti da problemi di fertilità. In Italia la norma che regola la possibilità di accedere a terapie di fecondazione assistita è la tristemente nota Legge 40 del 2004. Ma, allora, cosa si deve fare? Quali sono i primi passi da muovere per potersi sottoporre a terapie e a tecniche di procreazione medicalmente assistita?

Chi può sottoporsi alla fecondazione assistita in Italia?
Secondo la legge 40 del 2004 “possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”. Quindi solo le persone eterosessuali e non troppo in là con gli anni possono legalmente percorrere la strada della fecondazione assistita. Tutto ciò a mezzo di una sentenza della Corte Costituzionale, risalente al maggio dello scorso anno, sia implicitamente, che esplicitamente, esclude la fecondazione eterologa, ovvero i gameti utilizzabili per le fecondazione assistita devono provenire dalla coppia. Fatte queste premesse è facile leggere tra le righe che la legge 40 vieta alle coppie lesbiche di poter procreare.

Dove si può fare?
Le strutture, pubbliche o private, che si dedicano alla procreazione medicalmente assistita sono iscritte in un registro istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità. I centri attualmente attivi in Italia sono 360. Mentre nel Molise non c’è nessun centro per la pratica della PMA, in Lombardia, la regione prima in classifica per numero di strutture, ne conta 59 . In percentuale, sul totale nazionale, il 34% dei centri sono pubblici, il 7%, invece, opera in regime privato convenzionato e il 59% privatamente.
Il Centro Per la Fecondazione Assistita e la terapia e lo studio della Coppia Infertile diretto dal Dottor Scotto è uno dei centri accreditati che opera sia privatamente che in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale.

Quali tecniche sono possibili?
Nei centri definiti di primo livello si applica esclusivamente la tecnica di Inseminazione Intrauterina Semplice, che prevede la fecondazione con l’introduzione del liquido seminale all’interno della cavità uterina, e la crioconservazione dei gameti maschili. I centri di secondo e terzo livello, vengono praticate anche la fecondazione in vitro (FIVET), in cui la fecondazione avviene all’esterno del corpo della donna, con successivo trasferimento dell’embrione nell’utero; l’Icsi con la quale viene iniettato un nell’ovocita e metodologie più sofisticate come il prelievo chirurgico di spermatozoi e crioconservazione dei gameti maschili, femminili e di embrioni». “Naturalmente, essendo un settore nel quale la ricerca sta facendo passi da gigante” dichiara il Dottor Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita e studio e terapia della coppia infertile, “Quindi, è sempre bene farsi consigliare da un professionista esperto e informato su quale delle nuove tecniche disponibili è il caso utilizzare nelle specifiche problematiche di infertilità”.

La diagnosi preimpianto.
Uno dei punti più controversi e dibattuti, regolato dalla legge 40 è la diagnosi preimpianto. L’analisi degli embrioni, prima che vengano impiantati, deve essere fatto solo per fini terapeutici e diagnostici, legati alla tutela, alla salute e allo sviluppo dell’embrione stesso. La diagnosi viene effettuata circa settanta ore dopo il concepimento, prelevando due cellule che vengono analizzate al livello genetico. In ogni caso, i feti affetti da malattie genetiche non vengono distrutti, ma crioconservati.

La crioconservazione.
Sempre la legge 40 prevede che per ogni ciclo di fecondazione assistita si crei il numero strettamente necessario di embrioni, per evitare che un embrione venga creato e poi abbandonato nell’azoto liquido a -196°. Per evitare la creazione di embrioni in sovrannumero, la legge prevede che si generino embrioni solo se destinati ad essere impiantati nell’utero materno. “Un’altra opportunità” – spiega lil Dottor Scotto – è il congelamento, tramite vetrificazione di oviciti, che in termini scientifici dà gli stessi risultati, ed è priva di risvolti etici, evitando soprattutto di creare embrioni in sovrannumero”.

Il supporto psicologico.
I centri di procreazione medicalmente assistita assicurano alla coppia , quando è consigliabile, un sostegno psicologico: l’esperienza dell’infertilità ha infatti numerosi risvolti psicosociali e sessuali e non è solo un problema legato al corpo. L’uomo e la donna devono aver chiaro in mente che stanno affrontando un ‘non-evento’ riproduttivo, in sè stessi e nei confronti del mondo e che l’aiuto medico di cui avranno bisogno si tradurrà in un’inevitabile intrusione nella loro sfera intima. Un adeguato counseling permette alla coppia di vivere e attraversare anche gli effetti “collaterali” delle terapie: durante i trattamenti ormonali le sindromi depressive e i disturbi d¹ansia rientrano nella normalità. Se la coppia lo sa, avrà meno paura di affrontarli.

Tempi e costi.
I costi sono della fecondazione assistita sono molto vari, a seconda alle strutture alle quali ci si rivolge.
In una struttura pubblica ad esempio, i costi della fecondazione assistita sono veramente bassi e alla portata di tutti ma, appunto per questo, con liste di attesa lunghe e tempi improponibili. È possibile, però, praticarla anche in centro convenzionati. Le modalità, il numero di prestazioni erogabili, i costi a carico del servizio sanitario nazionale e i tempi di attesa, che nelle strutture pubbliche arrivano fino a 24 mesi, variano da Regione a Regione. Inoltre, variano anche i limiti di età per usufruire delle prestazioni, che in ogni caso, nella legge 40 non sono definiti con chiarezza.

E nel resto dell’Europa cosa succede?
Nell’Unione Europea la Spagna è sicuramente quella che ha meno regole in tema di procreazione artificiale. E’ possibile sempre e comunque la diagnosi preimpianto sull’embrione ed è consentita la fecondazione eterologa. Inoltre non sono c’è un limite di età per nessuna pratica di fecondazione assistita. Unico divieto, però, riguarda pratica dell’utero in affitto.
Nel Regno Unito è possibile praticare la fecondazione l’eterologa senza però la garanzia dell’anonimato. Ed è proprio la possibilità che il figlio possa conoscere l’identità del genitore biologico, ha fatto crollare le donazioni di gameti, anche se quest’anno la Human Fertilisation and Embryology Authority ha aumentato fino a 750 sterline il contributo per le donatrici di ovuli. Va inoltre anche ricordato che il Regno Unito è da tempo aperto alle sperimentazioni sugli embrioni, senza troppe riserve etiche. Ad esempio, già nel 2007 la HFEA ha permesso la creazione di embrioni ibridi formati usando materiale genetico umano e bovino, anche se dopo due anni questa ricerca non ha prodotto i risultati sperati e ha subito forti tagli ai finanziamenti.
In Francia, invece, è vietato fare ricerca sugli embrioni anche se con alcune deroghe. La procreazione medicalmente assistita è prevista solo per le coppie infertili. L’eterologa è permessa, ma la diagnosi preimpianto è possibile solo in presenza di malattie genetiche ereditarie.
In Germania, infine, da un paio d’anni è stata introdotta la possibilità di analizzare l’embrione prima di impiantarlo, nel caso la coppia fosse potatrice sana di malattie genetiche. L’eterologa, invece, E’ vietata, permettendo però la donazione del seme in vivo (non in vitro).

 

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