Fecondazione Assistita nella UE: turismo riproduttivo contro la crisi demografica

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Fecondazione Assistita in EuropaIl tasso di crescita demografica, secondo uno studio dell’Economist, è crollato, nell’Unione Europea, soprattuto negli Stati colpiti più duramente dalla crisi. Questo fattore, aggiunto agli altri ostacoli già noti che deve superare chi vuole avere dei figli, impone un’ulteriore riflessione e osservazione, soprattutto viste le differenze che esistono tra i paesi membri della UE nell’affrontare il tema della Procreazione Medicalmente Assistita.

Fecondazione Assistita in Italia

Partendo proprio dall’Italia, ad esempio, la legge 40 sulla fecondazione assistita, che in diverse azioni legali atte a contrastarla ne hanno evidenziato i limiti, ancora oggi impedisce di praticare tecniche di procreazione eterologa, ovvero utilizzando per la fecondazione ovuli o seme di un terzo soggetto, oppure la possibilità di accedere alle tecniche solo se si è una coppia eterosessuale legalmente sposata. La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo chiamata in causa, in diversi casi, da cittadini italiani che ne volevano in evidenziarne gli elementi discriminatori, nell’agosto 2012 ha dichiarato il sistema legislativo italiano “incoerente” visto che da un lato impedisce a una coppia fertile affetta da una malattia genetica di accedere alla diagnosi pre-impianto degli embrioni, mentre autorizza l’interruzione di gravidanza qualora il feto avesse la stessa patologia. Eppure, contro questa evidente incongruenza invece di provvedere alla modifica della norma, il governo italiano si è opposto alla Corte di Strasburgo.

L’Unione e la fecondazione

L’accesso alle tecniche di fecondazione assistita è garantita a donne single e coppie in Spagna, Belgio, Svezia e Regno Unito, mente poco al di là dei nostri confini, in Austria, è permessa anche la fecondazione eterologa. All’ombra della Torre Eiffel , invece, solo le coppie che convivono o sono sposate da almeno due anni, possono accedere alla procreazione medicalmente assistita, con l’opzione di poter praticare la fecondazione eterologa se l’omologa non ha avuto successo. Mentre, in Germania, sono legali sia la fecondazione omologa o eterologa, ma solo per le coppie sposate, con un limite di tre embrioni utilizzabili per ciclo.

Quando i bambini fano… Olè!

Secondo un’indagine condotta dall’European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) nel 2011, la Spagna è la capitale della riproduzione medicalmente assistita in Europa. Da questo studio sembra che il 35-40% delle procedure di riproduzione assistita svolte nella UE sia stato realizzato in cliniche della Penisola Iberica. I flussi di questo “turismo della riproduzione”, provengono in gran parte da Italia, Francia e Gran Bretagna, sia per motivi legali, sia per la qualità dei servizi. Anche In Spagna, infatti, è possibile praticare sia la fecondazione omologa che eterologa per le coppie sposate o conviventi. Numericamente, sempre secondo i dati della ESHRE, su 25mila coppie che si spostano in Europa ogni anno per motivi riproduttivi, 10mila sono italiane.

Per fare una banca, ci vuole un seme.

In Europa la società danese Cryos International è forse la struttura più nota che esporta seme maschile in sessanta paesi, compresa l’Italia, usato probabilmente per scopi di ricerca, visto che nella nostra Repubblica, la donazione di sperma è illegale. Naturalmente anche in altri paesi della UE ci sono banche del seme, ma l’istituto danese è rimasto uno degli ultimi a garantire l’anonimato del donatore, aspetto verso il quale l’uomo, in una coppia eterosessuale, sembra essere particolarmente sensibile, mentre, nelle coppie di donne che si sottopongono a pratiche di fecondazione eterologa, non è così importante.

L’Europa è bella perché è varia

“In un mondo sempre più globalizzato, forse la nostra nazione dovrebbe anche aprirsi anche in po’ all’ “internazionalizzazione” di alcune leggi – Dichiara il dottor Antonio Scotto, direttore del “Centro di Fecondazione Assistita, per la cura e la terapia della coppia infertile” ed esperto che opera a livello internazionale nell’ambito della fecondazione medicalmente assistita. “D’altronde, guardando un po’ più in avanti, la nostra Nazione e gli altri Stati dell’Unione, potranno realmente crescere se inizieranno a porsi in modo più concreto il problema della scarsa crescita demografica, agevolando in tutti i modi possibile tutte le persone che intendono esercitare quello che è un diritto d’ogni essere umano, nel modo più libero possibile. Noi, come medici specializzati possiamo dare un grosso aiuto, oltre che pratico, anche etico, come portatori di un pensiero di vita legato alla salute della donna e del feto, senza scivolare nelle derive di un’eugenetica che non è nelle intenzioni di nessun medico degno di questo titolo”.

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