Fecondazione assistita: nuova analisi preimpianto senza rischi per il feto!

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Fecondazione assistitaNei prossimi mesi nasceranno trenta bebè senza malattie ereditarie: questo è quello che si aspettano i ricercatori di Harvard e i loro colleghi cinesi dell’università di Peking.  Questo metodo, appena messo a punto, analizzerà le cellule uovo già fecondate, non arrecando alcun danno all’embrione. Infatti estraendo il materiale genetico dai corpi polari, ovvero dalle due cellule espulse di un ovulo fecondato al momento della sua divisione, nell’analisi non sarà in nessun modo coinvolto l’embrione. Questo sistema di lettura del genoma, senza danneggiare l’embrione, è valsa ai ricercatori cinesi la pubblicazione sul numero del 19 dicembre 2013 di Cell.

Impatto psicologico
In Italia, nonostante la controversa legge 40, che regolamenta, oltre che la fecondazione assistita, anche la possibilità delle analisi preimpianto, l’attenzione verso la salute degli embrioni è diventa sempre più grande. “Quest’attenzione” ci dice il dottor Antonio Scotto, direttore del Centro Fecondazione Assistita, per lo studio e la cura delle coppie inferitili, “è dovuta al fatto che sempre più coppie affette o portatrici di malattie ereditarie, avendo una maggiore consapevolezza ‘genetica’, vogliono garantire una vita in salute ai loro figli. Se poi sommiamo a quest’aspetto anche il peso psicologico che può avere il percorso della procreazione medicalmente assistita,è fondamentale evitare il più possibile gli insuccessi delle coppie che lottano per avere un figlio, anche facendo un controllo sugli embrioni, scegliendo quelli con maggiore possibilità di dare luogo a una gravidanza, cosa che avviene già in natura, se si considera che una donna di 20 anni riesce ha una possibilità di successo del 30% di portare a termine una gravidanza dopo che si è maturato un embrione. La possibilità di un check-up genetico, prima dell’impianto in utero, è da considerarsi una prassi assolutamente lecita ed etica, soprattutto se non danneggia l’embrione. Questa tecnica, nello specifico, permette di evidenziare da subito le alterazioni nei cromosomi che non darebbero luogo allo sviluppo dell’embrione, anche se c’è il limite oggettivo della sola valutazione del DNA materno, nel caso dell’analisi del solo ovulo.”

Nessun rischio per l’embrione
La MALBAC (Multiple Annealing and Looping Based amplification Cycles), promette una lettura del DNA, molto più precisa che non in passato, dando l’opportunità, secondo i ricercatori, di raddoppiare le possibilità di successo nelle tecniche di procreazione medicalmente assistita.
”Certo, il controllo sugli embrioni è più sicuro, ma visto e considerato che con questa tecnica si può esaminare anche il secondo corpo polare, che viene espulso dopo la fecondazione” continua il dottor Scotto “è di sicuro un nuovo strumento che speriamo sia testimoniato da trenta nuove e sane vite”

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