Fecondazione Eterologa: l’assenza di norme non è un ostacolo.

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Fecondazione eterologaNon c’è alcun vuoto normativo che impedisca di accedere alla fecondazione eterologa. È questa la decisione del Tribunale di Bologna che, accogliendo i ricorsi di due coppie, presentati prima della sentenza della Consulta che, ha stabilito che si può procedere con le terapie in base alle regole della medicina e alla legislazione sanitaria vigente.

ACCOGLIMENTO SCONTATO.
Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, che ha fatto cadere il divieto di fecondazione eterologa e che ha cambiato il quadro di riferimento, era scontato che il giudice del tribunale di Bologna accogliesse i ricorsi. Quello che, però, è di rilievo sono le indicazioni con cui, nell’ordinanza, si motiva la decisione del provvedimento: non esiste alcun vuoto normativo e la Consulta non ha rinviato al legislatore il compito di introdurre apposite disposizioni tese ad eliminare delle lacune.

NESSUNA NUOVA LEGGE.
Insomma, secondo il Tribunale di Bologna non serve una nuova legge, ma al massimo un decreto ministeriale di aggiornamento delle linee guida su aspetti come il numero delle donazioni o il rispetto dell’anonimato del donatore. Decreto che, però, non impedisce di procedere con la terapia. “Ben vengano tutti i provvedimenti tesi a contribuire al miglioramento delle procedure, ma l’aggiornamento delle linee guida e i decreti ministeriali attuativi non credo debbano diventare il pretesto per temporeggiare di fronte a una sentenza della Corte Costituzionale”, dice il dottor Antonio Scotto, direttore del Centro per lo studio e la terapia dell’infertilità di coppia.

 

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