Fecondazione post mortem, i giudici francesi danno ok a vedova spagnola

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o-PREGNANT-SAD-facebookÈ un caso che sta facendo discutere tutta Europa: una donna di 30 anni, di origini spagnole, dopo aver perso il marito, un uomo italiano morto di leucemia con il quale si era stabilita in Francia, ha chiesto di poter ottenere l’autorizzazione all’inseminazione post mortem. La donna aveva già dovuto condurre una dura battaglia contro le leggi francesi per poter ricevere lo sperma congelato del marito a Parigi, città nella quale la coppia aveva costruito la propria vita familiare.

Via libera dai giudici francesi

Finalmente la Francia ha dato alla donna il via libera per poter utilizzare lo sperma del marito ed effettuare un trattamento di fecondazione assistita: tuttavia il tempo gioca a suo sfavore. La donna, infatti, ha appena un mese di tempo per spostarsi in Spagna e tentare nel suo paese d’origine il trattamento. In Spagna, infatti, la pratica di fecondazione post mortem è permessa entro un anno dalla morte di uno dei due coniugi o partner. In Francia, invece, la pratica è contraria alle leggi vigenti e alla donna è stata concessa una sorta di autorizzazione speciale.

Le motivazioni della decisione

Il Consiglio di Stato francese ha motivato la sua decisione sostenendo che il rifiuto di trasferire il seme del marito sarebbe stata una “violazione manifestamente eccessiva del suo diritto al rispetto della vita privata e familiare. L’applicazione della legge francese avrebbe quindi comportato “conseguenze troppo sproporzionate”. Il Consiglio di Stato ha ordinato quindi di prendere “tutte le misure necessarie per permettere il trasferimento dello sperma in Spagna”.

Una battaglia fuori dall’ordinario

Si tratta senza dubbio di una decisione straordinaria, legata alla situazione eccezionale in cui la donna si è venuta a trovare. Quando, infatti, il marito, scomparso lo scorso luglio, si è ammalato di leucemia, ha fatto congelare lo sperma, sapendo che la chemioterapia avrebbe potuto renderlo sterile. Dal momento della morte del marito, la donna si è sempre battuta per ottenere il trasferimento del seme del coniuge in Spagna. Dopo un primo rifiuto da parte di un tribunale amministrativo francese, il via libera.

Il parere dell’esperto

Chiediamo al Dottor Scotto a che punto siamo in Italia su questa delicata questione.

“Nel nostro Paese la legge vieta la fecondazione post mortem. In caso di decesso di uno dei due coniugi, quindi, semi e ovuli devono essere smaltiti secondo apposite procedure igienico-sanitarie. Va tuttavia segnalato che, in più di un’occasione, l’Unione Europea si era espressa a favore di questo tipo di procedimento. In mancanza di un quadro normativo adeguato, quindi, solo l’intervento di un giudice può stabilire l’eventuale adeguatezza della richiesta”.

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