Figli nati da eterologa: secondo una ricerca, la maggior parte vuole conoscere il donatore

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R600x__eterologaSecondo il sito Donor Siblings Registry, il 74% degli adolescenti che sanno di essere nati da un trattamento di fecondazione eterologa desidera incontrare il donatore, in particolare per poter entrare in contatto con le proprie origini biologiche. La ricerca è stata realizzata dal portale, nato con l’obiettivo di mettere in collegamento donatori e famiglie, analizzando migliaia di questionari pervenuti dai nati con fecondazione eterologa.

Il contatto con i fratelli biologici

La ricerca mette, inoltre, in evidenza anche il desiderio da parte degli intervistati di creare un contatto con i propri fratelli biologici. Il 90% dei figli con genitori eterosessuali (Het), e l’84% di quelli in coppie lesbiche, gay, bisessuali o transgender (Lgbt) vorrebbero conoscere eventuali fratelli o sorelle nati dallo stesso donatore o donatrice. Altri dati significativi: a 13 anni lo desidera il 38% dei figli di coppie Het, e ben il 74% dei figli di coppie Lgbt. Di quelli che tramite il web e ricerche genetiche sono riusciti a conoscere davvero fratelli e sorelle, il 38% ha descritto la relazione come realmente fraterna, il 18% come semplici conoscenti, il 12% come buoni amici, il 9 % come parenti stretti, l’8% come cugini.

Il parere dell’esperto

Chiediamo al Dottor Scotto una riflessione sul tema del rapporto tra il diritto alla riservatezza dei donatori e quello dei nati da eterologa a conoscere le proprie origini biologiche.

È evidente che si tratta di una tematica di enorme delicatezza che richiede grande sensibilità nell’approfondimento. Sono diversi gli aspetti che meritano una grande attenzione.
È assolutamente umano e comprensibile che, una volta appreso che si è nati da fecondazione eterologa, possa nascere il desiderio di risalire alle origini biologiche o addirittura di conoscere eventuali fratelli biologici. In Italia la privacy dei donatori è garantita dalla legge. Ovviamente l’aspetto emotivo e psicologico chiede altre risposte che la normativa al momento non è in grado di fornire. Sensibilità, delicatezza, discrezione e massima attenzione sono le uniche prescrizioni nell’approcciare a questa tematica”.

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