Gravidanza: non ora e non adesso ma il mio bimbo arriverà (2a parte)

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I-canOrmai rassegnata al fatto che non sarei mai diventata madre, al punto che procreare sarebbe apparso quasi un atto di egoismo, io e Luca ci siamo lasciati. Ci amavamo ancora ma si era creata una crepa tra noi, ognuno aveva messo in tavola i propri desideri e le nostre carte non combaciavano.

Le persone a me vicine hanno cominciato ad incoraggiarmi verso una strada nuova. “Perché non pensi al congelamento degli ovuli?”. Fino ad allora avevo sempre escluso questa possibilità, in modo fatalista e rassegnato. Poi mi sono informata e ho realizzato che, a fronte di un investimento pur cospicuo, avrei potuto imprimere una svolta a questo “effetto domino” che stavano diventando gli eventi della mia vita. Dopo molto incoraggiamento da parte dei miei amici e dei miei genitori, pur consapevole che avrei dovuto affrontare gran parte di questa sfida senza un compagno al mio fianco, mi sono decisa: ho congelato i miei ovuli. Inizialmente mi sentivo stranita e mi chiedevo cosa stessi facendo? Io, così convinta da sempre che sarei diventata madre con la massima naturalezza. Per questo, con un po’ di coraggio e una buona dose di pragmatismo, mi sono fatta forza, ho fatto quadrare i conti e ho deciso di agire. Ora che i miei ovociti sono da un anno sottoposti a criopreservazione, mi sento come se avessi di fronte una nuova sfida: formare una famiglia, avendo ancora la possibilità di farlo, in attesa del compagno giusto con cui intraprendere questo lungo e faticoso percorso d’amore.

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