In Italia tassi di fertilità molto bassi: il Ministero della Salute istituisce il Fertility Day

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fertilitàUn paese poco “fertile”

L’Italia non è un paese fertile. A denunciarlo sono i dati del Ministero della Salute: la media nazionale è infatti di 1,39 figli per donna, tra le più basse a livello europeo. Inoltre il 20% delle coppie italiane, quindi una coppia su cinque, ha difficoltà a mettere al mondo un figlio per vie naturali, mentre avanza la popolazione anziana che nel 2050 potrebbe rappresentare l’84% della popolazione attiva.

La risposta: un Piano nazionale per attivare i giusti interventi

Per promuovere un intervento integrato finalizzato a correggere questa situazione, il Ministero della Salute lancia il Piano Nazionale per la Fertilità, presentato dal Ministro Beatrice Lorenzin. Il Piano rappresenta una prima risposta al problema della bassa fertilità italiana puntando su un’agenda elaborata da un team composto da ginecologi, oncologi, psicologi, farmacisti e giuristi, che vuole portare il tema al centro delle politiche sanitarie nazionali, con azioni specifiche e un’informazione corretta. A tale scopo nasce il Fertility Day, una giornata di promozione dei temi informativi legati alla fertilità che si terrà ogni anno a partire dal 7 maggio 2016.

Il parere dell’esperto

Chiediamo al Dott. Antonio Scotto se queste iniziative promosse dal Governo a livello nazionale potranno risultare incisive.
“Ben vengano le azioni finalizzate ad un’informazione corretta e trasparente sui temi legati alla fertilità. È fondamentale che i futuri genitori conoscano in modo approfondito tutti i processi legati ai percorsi che scelgono di intraprendere. Quindi bene l’informazione. Però ad oggi la migliore soluzione cui ricorrere quando non si riesce a procreare per vie naturali resta la fecondazione eterologa. Ricordiamo che la fecondazione eterologa è stata legalizzata anche in Italia dopo la sentenza della Corte Costituzionale che, nell’aprile del 2014, ha dichiarato incostituzionale il divieto dell’eterologa previsto dalla legge 40 del 2004”.

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