Inseminazione Intrauterina (IUI)

INSEMINAZIONE INTRAUTERINA (IUI)

Il termine “inseminazione intrauterina” o IUI si riferisce ad una tecnica che prevede il trattamento del liquido seminale e la sua deposizione nella cavità uterina. Questa rappresenta una tecnica di I° livello che viene generalmente effettuata in associazione ad una stimolazione ovarica.

Le indicazioni per l’IUI sono molteplici, relative sia a cause maschili che femminili. Quelle maschili sono: oligoastenozoospermia lieve, ipospermia, eiaculazione retrograda, impotenza, azoospermia con utilizzo del seme di donatore. Le indicazioni femminili sono: infertilità da fattore cervicale, endometriosi minima. L’IUI trova rispetto alle metodiche più complesse di riproduzione assistita, il vantaggio nella minore invasività, nel costo contenuto e nella semplicità di esecuzione.

I farmaci impiegati per l’induzione dell’ovulazione sono generalmente il clomifene citrato e le gonadotropine. La somministrazione di questi farmaci viene iniziata in fase follicolare (2°-3° giorno del ciclo), e continuata fino a quando, dopo attenta valutazione ecografica ed ormonale, la paziente non sarà pronta all’inseminazione.

L’IUI viene effettuata ambulatorialmente. Dopo aver inserito lo speculum nella vagina della paziente, per mezzo di un cateterino di plastica, il liquido seminale precedentemente preparato, sarà iniettato lentamente nella cavità uterina. Dopo alcuni minuti, la paziente potrà rialzarsi ed andare a casa.

I rischi dell’IUI sono: le gravidanze multiple, la sindrome da iperstimolazione ovarica, l’abortività, l’infezione pelvica, le contrazioni uterine e i dolori crampiformi, la comparsa di anticorpi anti-spermatozoi. La percentuale di gravidanze ottenute con l’IUI e circa del 10%.v