Diagnosi pre-impianto: Irene, una storia a lieto fine

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15.05.2006 - Avegno: neonato

Irene, una storia a lieto fine

Da Roma una storia emblematica, e decisamente a lieto fine, di una coppia che decide di intraprendere il percorso di diagnosi pre-impianto. Irene ha circa cinquanta giorni ed è nata con la fecondazione assistita dopo la diagnosi pre-impianto. La coppia protagonista di questa storia, come raccontato dai neo genitori in un articolo pubblicato da Repubblica, ha già un figlio, amatissimo, di sette anni, a cui, un anno dopo la nascita, fu diagnosticata l’ atrofia muscolare spinale. La diagnosi pre-impianto ha quindi permesso a questi genitori di mettere al mondo una bimba sana.

IL PARERE DELL’ESPERTO

Chiediamo al dott. Antonio Scotto in che modo la diagnosi pre-impianto può influenzare positivamente l’esperienza di mettere al mondo una nuova vita, come raccontato dai genitori della piccola Irene.

La storia della piccola Irene, e le vicende della famiglia che l’ha messa al mondo, è esemplare di come una corretta diagnosi pre-impianto consenta ai futuri genitori di vivere l’esperienza di una nascita con maggiore serenità e consapevolezza, perché le coppie sanno che stanno mettendo il proprio figlio al riparo da gravi problemi di salute, escludendo le possibilità di malattie genetiche, e garantendo i più accurati controlli tanto ai nascituri quanto ai genitori. Spesso infatti capita che i genitori non sappiano di essere, entrambi o solo uno dei due, portatori sani di una malattia genetica. Approfondire clinicamente questi elementi e acquisire conoscenza e consapevolezza non può che essere un elemento positivo per i futuri genitori”.

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