Nuova vita agli ovociti grazie al citoplasma delle cellule staminali.

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Uno dei problemi che richiedono il ricorso alla fecondazione assistita è la bassa vitalità degli ovociti. In passato, la tecnica utilizzabile nel caso di età avanzata o cattive condizioni di salute della donna, si basava sul trapianto di ovoplasma, ovvero citoplasma dell’ovocita, prelevato da ovociti di donatrici sane, prima della fecondazione in vitro.

Ma perché è così importante il citoplasma?
L’ovocita diventa maturo al completamento del processo di meiosi, ovvero quando dividendosi in modo non omogeneo il nucleo dimezza il numero dei cromosomi dando vita a due cellule: una più grande, che contiene  tutto il citoplasma ed una molto più piccola che ne è quasi priva, detta globulo polare, con 23 cromosomi ciascuna.


Una vera fucina di processi chimici.

Nel citoplasma dell’ovocita avvengono diversi processi dinamici ed è perciò molto importante. Il citoplasma comprende tutte le sostanze funzionanti della cellula (il protoplasma) ad eccezione del nucleo; consiste di una soluzione acquosa di enzimi e di altre macromolecole, ATP, trasportatori di elettroni, aminoacidi, nucleotidi e sostanze inorganiche, come fosfati, sodio epotassio, in gran parte sotto forma di ioni.

Cellule staminali per dare rivitalizzare agli ovociti. Oggi la ricerca ha dimostrato che è possibile utilizzare anche il citoplasma proveniente da cellule staminali per rivitalizzare gli ovociti con bassa probabilità di fecondazione.
Questa tecnica, così come quella che avveniva con il citoplasma proveniente dall’ovodonazione, non produce alterazioni nel patrimonio genetico dell’ovocita fecondato, aumentando del 40% le possibilità successo nell’ottenere una gravidanza in donne con ovociti poco vitali.

Ma in pratica come avviene il trapianto di citoplasma?
Usando un ago microscopico mediante un macchinario detto “micromanipolatore”, viene prelevato il citoplasma da una cellula staminale e viene iniettato, insieme allo spermatozoo del partner, all’interno dell’ovocita. Con questa tecnica, lo spermatozoo microiniettato si trova in un ambiente particolarmente favorevole alla fecondazione dell’ovulo.

Una tecnica molto delicata.
Il dottor Antonio Scotto, esperto di fecondazione assistita che ha supervisionato la stesura di questo articolo ci tiene a precisare che data la natura particolarmente delicata degli attori in campo l’utilizzo di questa tecnica di procreazione medicalmente assistita, può garantire buoni risultati solo se praticata da professionisti che hanno grande dimestichezza con gli strumenti d’altissima precisione utilizzati per il trapianto di citoplasma proveniente da cellule staminali.

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