Procreazione assistita: Legge 40 al capolinea?

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legge 40Dal 2004, in  Italia, chi intende ricorrere alla procreazione medicalmente assistita, può farlo solo rimanendo nei parametri definiti dalla legge 40. Gli individui, o meglio, le coppie per le quali è prevista la possibilità di praticare tecniche di fecondazione assistita, sono soggetti con  «problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana, qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità» e vieta esplicitamente il ricorso alla fecondazione eterologa. Sono poi definiti i termini per la tutela dell’embrione, che ne prevede al massimo la possibilità di impiantarne tre per ogni ciclo di riproduzione medicalmente assistita, senza la possibilità di analisi preimpianto, ma permettendo l’aborto selettivo nel caso di un feto malformato.

Su questo punto la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo si è pronunciata, dichiarando che «Il sistema legislativo italiano in materia di diagnosi preimpianto degli embrioni è incoerente», condannando lo Stato Italiano a risarcire la coppia che lo aveva citato in giudizio, per un ammontare, tra spese legali e danni morali, di 17.500 euro. L’aspetto sul quale il CEDU ha colto l’incoerenza si trova nella possibilità da parte della coppia di praticare l’aborto terapeuteico da un lato, mentre dall’altro si nega l’analisi preimpianto, che di fatto potrebbe evitare l’impianto a di un embrione che darebbe origine a un feto malato.

«La vera ambiguità circa l’analisi pre-impianto – dice il direttore del Centro Studi Internazionale Per la Coppia Infertile, Dottor Antonio Scotto Di Frega – non è nella legge, perché non la vieta in modo esplicito, ma nel veto inizialmente contenuto nelle linee guida. In seguito ad alcuni ricorsi al Tar, il divieto è stato eliminato dalla linee guida, ma nessuno ha precisato se è possibile usare e in che modo questo metodo di diagnosi». «Ed è questo l’aspetto più critico del quale la legge purtroppo non tiene conto – continua il Dottor Scotto – poiché il trauma sia psicologico, che fisico, rappresentato dall’eventuale aborto, si potrebbe tranquillamente evitare che con un’indagine preimpianto».

Dopo otto anni di vita e dopo aver subito vari rimaneggiamenti a colpi di toghe, nazionali ed europee, che la legge 40 sia giunta al capolinea? Ultimo baluardo intoccabile di una delle norme più controverse dello Stato Italiano è la fecondazione eterologa, prevista tra l’altro in diversi paesi dell’Unione Europea. Al momento niente sembra poter modificare le stato delle cose, ma, per chi vive l’impossibilità di poter avere un figlio come una menomazione, fino a quando le cose non cambieranno in Italia, è consigliabile ascoltare la canzone “Si Viaggiare” di Battisti.

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