Roberta: ha detto si alla maternità anche dopo i 40 anni (2a parte)

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article-2553499-1B30C48100000578-189_634x377Molti ritengono, dati scientifici alla mano, che i quaranta rappresentino per una donna una soglia psicologica e fisica molto importante e anche delicata. Sicuramente è così: è un passaggio decisivo verso una nuova fase. Io sono arrivata a quell’età sentendomi ancora una persona incompleta, che stava ancora cercando di maturare e mettere assieme tutte le parti della vita. Io mi sono avvicinata ai quaranta mentre mettevo in cantiere un figlio, il primo figlio, un’idea che prima di allora non mi aveva mai neppure sfiorata.

I medici mi dissero subito che le chance di rimanere incinta erano piuttosto basse. Più il percorso diventava difficile, più sentivo dentro di me crescere il desiderio di concepire, di stringere mio figlio tra le mie braccia. Senza guardarmi più indietro, al tempo passato cercando di costruirmi come persona, mi sono decisa ad intraprendere un percorso di fecondazione assistita, per darmi chance in più di rimanere incinta.

Ora sarò onesta con voi: non è una passeggiata. È un percorso che implica tantissimi aspetti psicologici ed emotivi, ma anche fisici. Eppure è il momento in cui sai che hai intrapreso una strada che può essere anche complicata ma che potrebbe portarti a raggiungere quell’obiettivo che all’inizio è solo un sogno. Poi, passo dopo passo, tappa dopo tappa, diventa più che un’idea, un vero e proprio progetto, qualcosa su cui fai lavorare anche te stessa, la mente come il corpo, affinché si realizzi.

Non sono un’egoista, non credo che l’età in cui si diventa genitori condizioni il modo in cui ci si prenderà cura del proprio figlio. Non ho voluto mio figlio per egoismo o per narcisismo, l’ho desiderato in quel momento perché era arrivato il “mio” tempo di diventare madre. Il tempo in cui sentivo che sarei stata un bravo genitore.

I primi cicli di fecondazione assistita non sono andati a buon fine. Non saprei dire cosa, dentro di me, si è attivato per spingermi ad essere totalmente fiduciosa che, alla fine, avrei avuto il mio bambino. Ma è stato così. Sono una mamma, over 40, ma pur sempre mamma. E non mi sento diversa dalle altre donne, diventate madri in età più giovane. Angelo è nato otto mesi fa, portando con sé nuove sfide e regalandomi una vita tutta nuova. Non potrei essere più felice. Come donna e come madre.

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