Fecondazione Eterologa: l’assenza di norme non è un ostacolo.

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Fecondazione eterologaNon c’è alcun vuoto normativo che impedisca di accedere alla fecondazione eterologa. È questa la decisione del Tribunale di Bologna che, accogliendo i ricorsi di due coppie, presentati prima della sentenza della Consulta che, ha stabilito che si può procedere con le terapie in base alle regole della medicina e alla legislazione sanitaria vigente.

ACCOGLIMENTO SCONTATO.
Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, che ha fatto cadere il divieto di fecondazione eterologa e che ha cambiato il quadro di riferimento, era scontato che il giudice del tribunale di Bologna accogliesse i ricorsi. Quello che, però, è di rilievo sono le indicazioni con cui, nell’ordinanza, si motiva la decisione del provvedimento: non esiste alcun vuoto normativo e la Consulta non ha rinviato al legislatore il compito di introdurre apposite disposizioni tese ad eliminare delle lacune.

NESSUNA NUOVA LEGGE.
Insomma, secondo il Tribunale di Bologna non serve una nuova legge, ma al massimo un decreto ministeriale di aggiornamento delle linee guida su aspetti come il numero delle donazioni o il rispetto dell’anonimato del donatore. Decreto che, però, non impedisce di procedere con la terapia. “Ben vengano tutti i provvedimenti tesi a contribuire al miglioramento delle procedure, ma l’aggiornamento delle linee guida e i decreti ministeriali attuativi non credo debbano diventare il pretesto per temporeggiare di fronte a una sentenza della Corte Costituzionale”, dice il dottor Antonio Scotto, direttore del Centro per lo studio e la terapia dell’infertilità di coppia.

 


Fecondazione Eterologa in Italia. ora si può!

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ovodonazioneUno dei vincoli più grandi della famigerata legge 40 è caduto. La Corte Costituzionale ha stabilito che è incostituzionale vietare il ricorso alla fecondazione eterologa, ovvero ricorrere a donatori esterni, di ovuli o spermatozoi, in caso di provata infertilità.

Un’altra vittoria per la libertà di cura
Dopo essere stata discussa nelle aule dei tribunali piuttosto che in parlamento, cade l’ennesimo paletto di una delle leggi più fallimentari mai varate nel nostro Paese. Una vittoria di libertà che viene dopo altre vittorie, visto che i giudici sono stati costretti ad esprimere pareri anche sulla questione della conservazione degli embrioni, sulla diagnosi preimpianto e sul numero di embrioni da impiantare nell’utero materno.

Il 9 aprile 2014, per la seconda volta, la Corte è stata chiamata a valutare quanto fosse legittima costituzionalmente quella che è, per gli avvocati difensori delle coppie, è la norma «simbolo» della legge 40, cioè il divieto di fecondazione eterologa. Nel maggio 2012 i giudici della Corte Costituzionale decisero di rimandare al mittente gli atti per valutare la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla stessa tematica. Quindi, da oggi, se uno dei partner è sterile, sarà lecito e legale ricorrere al materiale genetico di un terzo donatore o donatrice. Quindi le lancette dell’orologio, per tutte le coppie infertili, torneranno a prima del 2004, quando era possibile l’ovodonazione e che qualsiasi uomo fertile potesse donare il proprio seme, ma ancora di più, secondo gli avvocati coinvolti in questa querelle che va avanti da dieci anni, il Parlamento non potrà mai più emanare una norma che vieti la fecondazione eterologa.

Non solo rose e fiori
Il dottor Antonio Scotto, direttore del centro di fecondazione assistita per lo studio e la terapia delle coppie infertili, però, ci ha offerto un ottimo spunto di riflessione, mettendo in luce un aspetto noto solo ai professionisti della fecondazione assistita.
“Il fatto che questa norma ingiusta e inefficace sia caduta – spiega – è la dimostrazione che lo Stato non può entrare a gamba tesa nelle questioni private. Nonostante l’abrogazione di questa norma, tuttavia, ci sono diversi aspetti che vanno considerati. Il primo è che in Italia non abbiamo donatrici di ovuli e, prima di creare una rete di volontarie, che in ogni caso dovranno essere esaminate con estrema cura, ci vorrà del tempo.”

Il consiglio
“Io seguo coppie sterili che hanno scelto la fecondazione eterologa da più di 20 anni e posso dire che, al momento, la soluzione ideale è ancora andare all’estero. Va anche detto, però, che c’è un mercato di mercenari e di ‘dilettanti allo sbaraglio’, che approfittano della disperazione di una coppia che non può avere figli, pur di lucrare, abbattendo i costi e mettendo in serio pericolo la salute della donna. E’ fondamentale, per questo, farsi seguire dal proprio medico in Italia, ora che è possibile, e non fidarsi di chi promette ‘Miracoli in offerta speciale’. Nello scegliere di aver un figlio con la fecondazione eterologa bisogna tener ben presenti diversi aspetti. Oltre a quelli fisici, alle cure ormonali, alla scelta dei farmaci giusti per la specificità della paziente, ci sono anche gli aspetti psicologici, che non devono essere mai sottovalutati e che, in strutture come il CIFE, Centro Internazionale per la Fecondazione Eterologa, del quale sono il fondatore e direttore, noi seguiamo i pazienti dando anche un supporto specialistico per elaborare, a livello emotivo, la scelta di avere un figlio con questa tecnica”.