Non c’è bimbo che nasca senza l’aiuto di un’ostetrica (2a parte)

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I dolori di Antonella 11350938_454490984712043_270497282_nsi erano improvvisamente calmati, ma il monitoraggio rilevava contrazioni piuttosto decise e costanti. Infatti dopo poco le comunico la notizia che si trovava ormai in pieno travaglio, mentre la guardavo resistere tutto sommato bene all’aumentare del dolore. Mi pareva che le cose andassero piuttosto rapidamente per Antonella e infatti, poche ore dopo, si intravedeva la testa di una piccola creatura ed eravamo in sala travaglio. Non ricordo più quanti massaggi alla schiena le ho fatto per cercare, tra una battuta e l’altra, di rilassare, nel corpo e nella mente, quella donna che si preparava a diventare madre.  “Ora comincia la parte in cui devi essere molto forte e coraggiosa e aiutarci”, le dicevo quando eravamo ormai alle spinte necessarie per far venire al mondo il bambino: è il momento più complesso. Antonella era sfiancata dal travaglio, sebbene piuttosto rapido, e affaticata dal dolore crescente delle spinte.

Intorno alle venti, dopo aver provocato la rottura delle membrane per aiutare Antonella nella fase di espulsione, ecco le ultime spinte. “E’ nato, è un bambino, sei stata bravissima”. Come un piccolo pesce che affiora dall’acqua per vedere cosa c’è sopra, Michele era finalmente sbucato e venuto al mondo.


Diagnosi pre-impianto: Irene, una storia a lieto fine

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15.05.2006 - Avegno: neonato

Irene, una storia a lieto fine

Da Roma una storia emblematica, e decisamente a lieto fine, di una coppia che decide di intraprendere il percorso di diagnosi pre-impianto. Irene ha circa cinquanta giorni ed è nata con la fecondazione assistita dopo la diagnosi pre-impianto. La coppia protagonista di questa storia, come raccontato dai neo genitori in un articolo pubblicato da Repubblica, ha già un figlio, amatissimo, di sette anni, a cui, un anno dopo la nascita, fu diagnosticata l’ atrofia muscolare spinale. La diagnosi pre-impianto ha quindi permesso a questi genitori di mettere al mondo una bimba sana.

IL PARERE DELL’ESPERTO

Chiediamo al dott. Antonio Scotto in che modo la diagnosi pre-impianto può influenzare positivamente l’esperienza di mettere al mondo una nuova vita, come raccontato dai genitori della piccola Irene.

La storia della piccola Irene, e le vicende della famiglia che l’ha messa al mondo, è esemplare di come una corretta diagnosi pre-impianto consenta ai futuri genitori di vivere l’esperienza di una nascita con maggiore serenità e consapevolezza, perché le coppie sanno che stanno mettendo il proprio figlio al riparo da gravi problemi di salute, escludendo le possibilità di malattie genetiche, e garantendo i più accurati controlli tanto ai nascituri quanto ai genitori. Spesso infatti capita che i genitori non sappiano di essere, entrambi o solo uno dei due, portatori sani di una malattia genetica. Approfondire clinicamente questi elementi e acquisire conoscenza e consapevolezza non può che essere un elemento positivo per i futuri genitori”.