Pma, cresce il numero dei trattamenti in Europa

admin Notizie Leave a comment   , , , ,

Künstliche Befruchtung einer Eizelle -  In-vitro-Fertilisation

Aumenta il numero delle fecondazioni assistite negli Stati dell’Unione Europea. In un anno, sono state oltre 640.000, un dato in continuo aumento. Di queste, 33.605 sono avvenute grazie a ovodonazioni, ovvero inseminazioni eterologhe con ovuli che provengono da una donazione. È quanto evidenziato dal rapporto del registro della Società europea di medicina e biologia della riproduzione (Eshre), pubblicato sul numero di agosto di “Human Reproduction”.

In aumento i cicli di pma

I dati per i cicli di fecondazione iniziati da gennaio a 31 dicembre 2012 sono stati raccolti da Registri Nazionali (ove esistenti) o su informazioni base volontaria da parte del personale. In 1.111 centri presenti in 34 paesi (uno in più rispetto al 2011) sono stati riportati complessivamente 640.144 trattamenti di procreazione medicalmente assistita (Pma). Nel rapporto dello scorso anno si parlava di 610.000 cicli di Pma iniziati nel 2011 e 30.198 ovodonazioni. “I cicli – si legge sull’abstract – continuano ad aumentare di anno in anno, i tassi di gravidanza nel 2012 sono rimasti stabili rispetto al 2011, e il numero di trasferimenti con più embrioni (oltre tre) è diminuito”.

I dati registrati in Italia

Nei 18 Paesi in cui tutti i centri hanno riportato i dati, sono stati condotti di 369.081 cicli di Pma su una popolazione di circa 295 milioni di abitanti, pari a 1.252 cicli per milione di abitanti (con un range da 325 a 2.732 cicli). In Italia, secondo l’ultima relazione consegnata lo scorso giugno al Parlamento il tasso, nel 2014, era di più di mille cicli per milione di abitanti (1.102).

Il parere dell’esperto

Chiediamo al Dottor Scotto una riflessione sullo scenario emerso dai dati diffusi dall’Eshre.

“I dati messi in luce dal rapporto della Società europea di medicina e biologia rivelano uno scenario, a livello europeo, nel quale il ricorso alla fecondazione assistita è in costante aumento. Questo significa che l’azione di informazione e sensibilizzazione sta iniziando a dare i propri frutti. Più siamo informati, meno questo ambito ci appare oscuro, poco comprensibile o, peggio, pericoloso per la nostra salute. Credo che questo sia un elemento decisivo anche nell’ottica di garantire la massima serenità ai futuri genitori che decidono di ricorrere ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita. Dobbiamo continuare su questa strada e, in particolare in Italia, favorire azioni di sensibilizzazione e orientamento, nell’ottica di fornire ai futuri genitori tutte le garanzie e le informazioni necessarie”.


Fecondazione Assistita, istruzioni per l’uso. Piccolo prontuario per chi vuole saperne di più

admin Notizie Leave a comment   , ,

Procreazione AssistitaA molte coppie succede, quando tentano di avere il primo figlio, di scoprire che uno o entrambi i partner possono essere affetti da problemi di fertilità. In Italia la norma che regola la possibilità di accedere a terapie di fecondazione assistita è la tristemente nota Legge 40 del 2004. Ma, allora, cosa si deve fare? Quali sono i primi passi da muovere per potersi sottoporre a terapie e a tecniche di procreazione medicalmente assistita?

Chi può sottoporsi alla fecondazione assistita in Italia?
Secondo la legge 40 del 2004 “possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”. Quindi solo le persone eterosessuali e non troppo in là con gli anni possono legalmente percorrere la strada della fecondazione assistita. Tutto ciò a mezzo di una sentenza della Corte Costituzionale, risalente al maggio dello scorso anno, sia implicitamente, che esplicitamente, esclude la fecondazione eterologa, ovvero i gameti utilizzabili per le fecondazione assistita devono provenire dalla coppia. Fatte queste premesse è facile leggere tra le righe che la legge 40 vieta alle coppie lesbiche di poter procreare.

Dove si può fare?
Le strutture, pubbliche o private, che si dedicano alla procreazione medicalmente assistita sono iscritte in un registro istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità. I centri attualmente attivi in Italia sono 360. Mentre nel Molise non c’è nessun centro per la pratica della PMA, in Lombardia, la regione prima in classifica per numero di strutture, ne conta 59 . In percentuale, sul totale nazionale, il 34% dei centri sono pubblici, il 7%, invece, opera in regime privato convenzionato e il 59% privatamente.
Il Centro Per la Fecondazione Assistita e la terapia e lo studio della Coppia Infertile diretto dal Dottor Scotto è uno dei centri accreditati che opera sia privatamente che in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale.

Quali tecniche sono possibili?
Nei centri definiti di primo livello si applica esclusivamente la tecnica di Inseminazione Intrauterina Semplice, che prevede la fecondazione con l’introduzione del liquido seminale all’interno della cavità uterina, e la crioconservazione dei gameti maschili. I centri di secondo e terzo livello, vengono praticate anche la fecondazione in vitro (FIVET), in cui la fecondazione avviene all’esterno del corpo della donna, con successivo trasferimento dell’embrione nell’utero; l’Icsi con la quale viene iniettato un nell’ovocita e metodologie più sofisticate come il prelievo chirurgico di spermatozoi e crioconservazione dei gameti maschili, femminili e di embrioni». “Naturalmente, essendo un settore nel quale la ricerca sta facendo passi da gigante” dichiara il Dottor Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita e studio e terapia della coppia infertile, “Quindi, è sempre bene farsi consigliare da un professionista esperto e informato su quale delle nuove tecniche disponibili è il caso utilizzare nelle specifiche problematiche di infertilità”.

La diagnosi preimpianto.
Uno dei punti più controversi e dibattuti, regolato dalla legge 40 è la diagnosi preimpianto. L’analisi degli embrioni, prima che vengano impiantati, deve essere fatto solo per fini terapeutici e diagnostici, legati alla tutela, alla salute e allo sviluppo dell’embrione stesso. La diagnosi viene effettuata circa settanta ore dopo il concepimento, prelevando due cellule che vengono analizzate al livello genetico. In ogni caso, i feti affetti da malattie genetiche non vengono distrutti, ma crioconservati.

La crioconservazione.
Sempre la legge 40 prevede che per ogni ciclo di fecondazione assistita si crei il numero strettamente necessario di embrioni, per evitare che un embrione venga creato e poi abbandonato nell’azoto liquido a -196°. Per evitare la creazione di embrioni in sovrannumero, la legge prevede che si generino embrioni solo se destinati ad essere impiantati nell’utero materno. “Un’altra opportunità” – spiega lil Dottor Scotto – è il congelamento, tramite vetrificazione di oviciti, che in termini scientifici dà gli stessi risultati, ed è priva di risvolti etici, evitando soprattutto di creare embrioni in sovrannumero”.

Il supporto psicologico.
I centri di procreazione medicalmente assistita assicurano alla coppia , quando è consigliabile, un sostegno psicologico: l’esperienza dell’infertilità ha infatti numerosi risvolti psicosociali e sessuali e non è solo un problema legato al corpo. L’uomo e la donna devono aver chiaro in mente che stanno affrontando un ‘non-evento’ riproduttivo, in sè stessi e nei confronti del mondo e che l’aiuto medico di cui avranno bisogno si tradurrà in un’inevitabile intrusione nella loro sfera intima. Un adeguato counseling permette alla coppia di vivere e attraversare anche gli effetti “collaterali” delle terapie: durante i trattamenti ormonali le sindromi depressive e i disturbi d¹ansia rientrano nella normalità. Se la coppia lo sa, avrà meno paura di affrontarli.

Tempi e costi.
I costi sono della fecondazione assistita sono molto vari, a seconda alle strutture alle quali ci si rivolge.
In una struttura pubblica ad esempio, i costi della fecondazione assistita sono veramente bassi e alla portata di tutti ma, appunto per questo, con liste di attesa lunghe e tempi improponibili. È possibile, però, praticarla anche in centro convenzionati. Le modalità, il numero di prestazioni erogabili, i costi a carico del servizio sanitario nazionale e i tempi di attesa, che nelle strutture pubbliche arrivano fino a 24 mesi, variano da Regione a Regione. Inoltre, variano anche i limiti di età per usufruire delle prestazioni, che in ogni caso, nella legge 40 non sono definiti con chiarezza.

E nel resto dell’Europa cosa succede?
Nell’Unione Europea la Spagna è sicuramente quella che ha meno regole in tema di procreazione artificiale. E’ possibile sempre e comunque la diagnosi preimpianto sull’embrione ed è consentita la fecondazione eterologa. Inoltre non sono c’è un limite di età per nessuna pratica di fecondazione assistita. Unico divieto, però, riguarda pratica dell’utero in affitto.
Nel Regno Unito è possibile praticare la fecondazione l’eterologa senza però la garanzia dell’anonimato. Ed è proprio la possibilità che il figlio possa conoscere l’identità del genitore biologico, ha fatto crollare le donazioni di gameti, anche se quest’anno la Human Fertilisation and Embryology Authority ha aumentato fino a 750 sterline il contributo per le donatrici di ovuli. Va inoltre anche ricordato che il Regno Unito è da tempo aperto alle sperimentazioni sugli embrioni, senza troppe riserve etiche. Ad esempio, già nel 2007 la HFEA ha permesso la creazione di embrioni ibridi formati usando materiale genetico umano e bovino, anche se dopo due anni questa ricerca non ha prodotto i risultati sperati e ha subito forti tagli ai finanziamenti.
In Francia, invece, è vietato fare ricerca sugli embrioni anche se con alcune deroghe. La procreazione medicalmente assistita è prevista solo per le coppie infertili. L’eterologa è permessa, ma la diagnosi preimpianto è possibile solo in presenza di malattie genetiche ereditarie.
In Germania, infine, da un paio d’anni è stata introdotta la possibilità di analizzare l’embrione prima di impiantarlo, nel caso la coppia fosse potatrice sana di malattie genetiche. L’eterologa, invece, E’ vietata, permettendo però la donazione del seme in vivo (non in vitro).

 


Fecondazione assistita. Successi fino al 70%: obbiettivo possibile.

admin Notizie 7 Comments , ,

fecondazione_assistita_costiGrazie al continuo e costante smantellamento della legge 40/2004, a colpi di sentenze e contestazioni nazionali, circa la sua incostituzionalità, e internazionali, per la violazione dei diritti dell’uomo, oggi la Procreazione medicalmente assistita in Italia ha meno paletti e poche catene ancora da spezzare. L’ultimo vero divieto, ormai, rimane solo quello della fecondazione eterologa. “Forse è arrivato il momento di una nuova legge, visto che in molti casi i professionisti del settore, prima di operare, devono rivolgersi alla consulenza di un legale”, dichiara il Dottor Antonio Scotto, direttore del “Centro di Fecondazione Assistita, per la cura e la terapia della coppia infertile” ed esperto che opera a livello internazionale nell’ambito della fecondazione medicalmente assistita.

L’analisi preimpianto
Uno degli strumenti può incrementare in maniera consistente le possibilità di successo di una fecondazione in vitro (IVF) è la diagnosi preimpianto. Questa pratica, che è paragonabile concettualmente ad un’amniocentesi, anche se è molto meno rischiosa, porterebbe la percentuale di successo fino al 70%. E per tutti quelli che storcono il naso davanti alla puzza di eugenetica, va ricordato ce i centri di fecondazione assistita hanno l’obbligo di legge di conservare cirogeneticamente gli embrioni non impiantati.

L’orologio biologico
Altro fattore da non sottovalutare per aumentare le possibilità di avere in figlio grazie alla PMA, è la differenza fra l’età anagrafica e quella biologica delle pazienti. Analizzando il patrimonio ovarico grazie all’analisi dell’ormone antimulleriano e con un’ecografia, è possibile determinare l’età biologica e scegliere la terapia più adatta alla quale sottoporre l’aspirante mamma.

Farmaci “personalizzati”
Inoltre, le evoluzioni della farmacogenomica, stanno disegnando nuovi orizzonti terapeutici, soprattutto grazie all’alto livello di “personalizzazione” che permette di agire in modo sempre più preciso sui problemi specifici di ogni paziente. E se questo non bastasse, nuovi studi e nuove scoperte, come il futuro farmaco “pre-implantation factor”, che contiene la sostanza prodotta in vitro dagli embrioni che attecchiscono con successo, ci portano a vedere un futuro molto, ma molto roseo o anche azzurreo…

ERA TEST per l’endometrio. 
Le possibilità di successo di un ciclo di fecondazione assistita dipendono non solo dalla qualità degli embrioni, ma anche dal tessuto endometriale sul quale dovrà attecchire. Un endometrio non recettivo, che non si “collega” in modo corretto con un’embrione di buona qualità, vale un buon 20% di possibilità d’insuccesso nei cicli di procreazione assistita. Ma anche in questo caso, eseguendo un “ERA TEST” durante il ciclo mestruale che precede l’impianto, sarà possibile determinare il momento più adatto al trasferimento dell’embrione.

Terapie non convenzionali: Yoga e agopuntura
Anche quelle che sono ancora definite terapie non convenzionali, come agopuntura che migliorare la riserva ovarica della donna e la recettività dell’endometrio e lo yoga, che abbassa in modo considerevole lo stress, altro fattore cruciale nei fallimenti della pma, possono aumentare le possibilità di successo.

Risparmio di successo!
“Con l’incremento delle percentuali di successo delle varie tecniche di procreazione medicalmente assistita, si abbatteranno in modo significati anche i costi, visto che non dovranno essere ripetuti i cicli più e più volte” – Ci dice il dottor Scotto – “Se poi si considera che spesso le tecniche di fecondazione assistita sono a carico del Servizio sanitario nazionale, l’aumento delle percentuali di successo nella fecondazione assistito sono una diminuzione di una spesa per le tasche di tutti”.